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	<title>Apulia Slow Coast &#187; Tricase</title>
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		<title>Undicesima tappa: Tricase &#8211; Torre San Giovanni [Video-diario]</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 17:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Apulia Slow Coast</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di bordo]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Mercoledì 4 settembre. Il viaggio di Michele lungo la costa pugliese giunge al suo undicesimo appuntamento. In questo nuovo giorno di navigazione, il pedalò Brancaleone dovrà attraversare le miglia che separano il porto di Tricase da quello di Torre San Giovanni. La sveglia suona prestissimo, come ormai consuetudine, e Michele sale a bordo del suo pedalò già alle sei e mezza del mattino. Tricase dorme ancora, tutto sembra immobile e addormentato, mentre Brancaleone inizia il suo lento spostamento. A bordo, accanto a Michele, il primo ospite della giornata: Antonio Enrico, di Magna Grecia Mare. Antonio ama profondamente il mare e questa sua passione emerge con chiarezza non appena inizia a parlare della sua associazione, che opera “per la salvaguardia e la diffusione della marineria tradizionale e della pratica di mare e per la protezione dell’ ambiente marino”. La maggior parte delle attività associative si svolgono a Tricase e Antonio spiega come il porto della sua città stia diventando porto-museo, un nuovo veicolo per diffondere storia e cultura del territorio. Non meno ambizioso è il progetto del Parco Costiero Otranto Leuca, raccontato dalla viva voce del secondo ospite della giornata, il biologo Francesco Minonne. Anche l’impegno di Francesco è profuso nel segno della protezione, salvaguardia e valorizzazione del territorio, con particolare attenzione rivolta alle sue biodiversità e ai suoi preziosi patrimoni naturali. Mentre Francesco racconta a Michele i dettagli dell’impegnativo progetto del Parco, il pedalò Brancaleone giunge finalmente alla punta della Puglia. Dopo aver attraversato splendidi paesaggi naturali, Michele ha finalmente davanti ai suoi occhi Capo di Leuca. Lì, dove le acque del Mar Adriatico incontrano quelle dello Ionio, immagini tutta la Puglia stendersi di fronte a te, ripercorri con la mente tutti i chilometri e tutte le miglia di una regione che è penisola nella penisola. Arrivare alla punta dell’Italia (una delle punte dell’Italia) è una grandissima emozione, non soltanto per Michele ma anche per tutto l’equipaggio di Apulia Slow Coast. Con l’emozione ancora accesa nel petto, Michele accoglie a bordo del pedalò il terzo ospite della giornata: Donato, di Ritorno alla Terra. Quello di Donato è uno splendido progetto di orto sociale e agricoltura biologica, alimentato dalla grinta e dall’entusiasmo di chi si arma di buona volontà, dà uno scossone alla sua vita e decide di sporcarsi le mani con la semina. Ma quante soddisfazioni si nascondono dietro quelle mani sporche di terreno? Quante ne crescono tra un germoglio e l’altro? Mentre si chiacchiera ancora di terra e agricoltura, il pedalò Brancaleone si ferma per una rigenerante pausa. Durante la sosta a Leuca, Fedele – il musico dell’equipaggio – deve salutare i compagni di viaggio e separarsi da loro: per lui è tempo di tornare a casa. Con lui va via un pezzo di allegria del colorato puzzle di persone che compongono Apulia Slow Coast. Mentre l’equipaggio cerca di risolvere un guasto tecnico di Morena – la barca a vela di supporto – Michele incontra gli ospiti che lo accompagneranno nelle pedalate pomeridiane. Grazie al provvidenziale intervento di amici di amici (è questo il bello di Apulia Slow Coast: trovi sempre qualcuno disposto a dare una mano…) il guasto della nave è risolto e il viaggio può ripartire. Si torna a parlare di terra, agricoltura e ambiente in compagnia di Daniele, della Cooperativa Sociale Terra Rossa, che cede poi il posto da copilota a Mila, di CoppulaTisa, un’organizzazione di volontariato no profit che “promuove bellezza e sussidiarietà orizzontale con buone pratiche di cittadinanza attiva, ecologia, legalità e partecipazione solidale per la tutela dell’ambiente, del territorio e della salute”. Il racconto di Mila è un racconto popolato dalle tantissime persone con cui lavora e che ha incontrato lungo il suo cammino, è un racconto dove la vera protagonista è la rete sociale, capace di unire e connettere.La sua è una bellissima testimonianza capace di ridare ottimismo verso il genere umano… Ascoltando le parole di tutti gli ospiti che lo hanno accompagnato in questa undicesima giornata di viaggio, ripensando a tutti i volti che ha visto e a tutte le mani che ha stretto durante i giorni di Apulia Slow Coast, Michele non può fare a meno di immaginare un singolare paragone, che accomuna le storie delle persone che ha incontrato alle torri pugliesi. Il territorio pugliese è costellato di torri di avvistamento. Sono tutte diverse le une dalle altre, sono distanti tra loro, eppure disposte tutte in maniera tale da poter comunicare e fare rete. Così è per le persone che abitano questa terra, diverse eppure simili, distanti eppure capaci di dialogare tra loro, a volte senza nemmeno saperlo. Sono vite che parlano tra loro, comunicando con quel misterioso alfabeto del sentire comune. Mentre Michele è ancora immerso nelle sue riflessioni, la barca a vela Morena – sapientemente condotta da Valeria Passiatore – è costretta ad allontanarsi dal pedalò a causa di una grossa secca, in prossimità di Ugento. Brancaleone, a questo punto, è scortato dal gommone della Lega Navale di Torre San Giovanni ed è in sua compagnia che Michele giunge a destinazione. Mentre il pedalò attracca a Torre San Giovanni, Michele fa la sua prima conoscenza con Roberto Polo, dell’Associazione Salento Sostenibile. Sarà lui il primo ospite della dodicesima tappa di viaggio, ma questa è una storia che deve essere ancora scritta…]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="max-width:WIDTHpx;" ><iframe src="http://www.youtube.com/embed/h3DLqMEeKJU">https://www.youtube.com/watch?wmode=transparent&#8221; width=&#8221;WIDTH&#8221; height=&#8221;HEIGHT&#8221; ></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì 4 settembre. Il viaggio di Michele lungo la costa pugliese giunge al suo undicesimo appuntamento. In questo nuovo giorno di navigazione, il pedalò Brancaleone dovrà attraversare le miglia che separano il porto di <strong>Tricase</strong> da quello di <strong>Torre San Giovanni</strong>.</p>
<p>La sveglia suona prestissimo, come ormai consuetudine, e Michele sale a bordo del suo pedalò già alle sei e mezza del mattino. Tricase dorme ancora, tutto sembra immobile e addormentato, mentre Brancaleone inizia il suo lento spostamento. A bordo, accanto a Michele, il primo ospite della giornata: <strong>Antonio Enrico</strong>, di Magna Grecia Mare. Antonio ama profondamente il mare e questa sua passione emerge con chiarezza non appena inizia a parlare della sua associazione, che opera “<em>per la salvaguardia e la diffusione della marineria tradizionale e della pratica di mare e per la protezione dell’ ambiente marino</em>”. La maggior parte delle attività associative si svolgono a Tricase e Antonio spiega come il porto della sua città stia diventando porto-museo, un nuovo veicolo per diffondere storia e cultura del territorio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1126" alt="tricase" src="http://www.apuliaslowcoast.it/wp-content/uploads/2013/10/tricase.jpg" width="960" height="720" /></p>
<p>Non meno ambizioso è il progetto del Parco Costiero Otranto Leuca, raccontato dalla viva voce del secondo ospite della giornata, il biologo <strong>Francesco Minonne</strong>. Anche l’impegno di Francesco è profuso nel segno della protezione, salvaguardia e valorizzazione del territorio, con particolare attenzione rivolta alle sue biodiversità e ai suoi preziosi patrimoni naturali. Mentre Francesco racconta a Michele i dettagli dell’impegnativo progetto del Parco, il pedalò Brancaleone giunge finalmente alla punta della Puglia. Dopo aver attraversato splendidi paesaggi naturali, Michele ha finalmente davanti ai suoi occhi <strong>Capo di Leuca</strong>. Lì, dove le acque del Mar Adriatico incontrano quelle dello Ionio, immagini tutta la Puglia<strong> </strong>stendersi di fronte a te, ripercorri con la mente tutti i chilometri e tutte le miglia di una regione che è penisola nella penisola. Arrivare alla punta dell’Italia (una delle punte dell’Italia) è una grandissima emozione, non soltanto per Michele ma anche per tutto l’equipaggio di Apulia Slow Coast.</p>
<p>Con l’emozione ancora accesa nel petto, Michele accoglie a bordo del pedalò il terzo ospite della giornata: <strong>Donato</strong>, di Ritorno alla Terra. Quello di Donato è uno splendido progetto di orto sociale e agricoltura biologica, alimentato dalla grinta e dall’entusiasmo di chi si arma di buona volontà, dà uno scossone alla sua vita e decide di sporcarsi le mani con la semina. Ma quante soddisfazioni si nascondono dietro quelle mani sporche di terreno? Quante ne crescono tra un germoglio e l’altro?<br />
Mentre si chiacchiera ancora di terra e agricoltura, il pedalò Brancaleone si ferma per una rigenerante pausa. Durante la sosta a Leuca, <strong>Fedele</strong> – il musico dell’equipaggio – deve salutare i compagni di viaggio e separarsi da loro: per lui è tempo di tornare a casa. Con lui va via un pezzo di allegria del colorato puzzle di persone che compongono Apulia Slow Coast.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1127" alt="torresangiovanni" src="http://www.apuliaslowcoast.it/wp-content/uploads/2013/10/torresangiovanni.jpg" width="800" height="600" /></p>
<p>Mentre l’equipaggio cerca di risolvere un guasto tecnico di <strong>Morena </strong>– la barca a vela di supporto – Michele incontra gli ospiti che lo accompagneranno nelle pedalate pomeridiane. Grazie al provvidenziale intervento di amici di amici (è questo il bello di Apulia Slow Coast: trovi sempre qualcuno disposto a dare una mano…) il guasto della nave è risolto e il viaggio può ripartire.<br />
Si torna a parlare di terra, agricoltura e ambiente in compagnia di <strong>Daniele</strong>, della Cooperativa Sociale Terra Rossa, che cede poi il posto da copilota a <strong>Mila</strong>, di CoppulaTisa, un’organizzazione di volontariato no profit che “<em>promuove bellezza e sussidiarietà orizzontale con buone pratiche di cittadinanza attiva, ecologia, legalità e partecipazione solidale per la tutela dell’ambiente, del territorio e della salute</em>”. Il racconto di Mila è un racconto popolato dalle tantissime persone con cui lavora e che ha incontrato lungo il suo cammino, è un racconto dove la vera protagonista è la rete sociale, capace di unire e connettere.La sua è una bellissima testimonianza capace di ridare ottimismo verso il genere umano…</p>
<p align="left">Ascoltando le parole di tutti gli ospiti che lo hanno accompagnato in questa undicesima giornata di viaggio, ripensando a tutti i volti che ha visto e a tutte le mani che ha stretto durante i giorni di Apulia Slow Coast, Michele non può fare a meno di immaginare un singolare paragone, che accomuna le storie delle persone che ha incontrato alle torri pugliesi. Il territorio pugliese è costellato di <strong>torri</strong> di avvistamento. Sono tutte diverse le une dalle altre, sono distanti tra loro, eppure disposte tutte in maniera tale da poter comunicare e fare rete. Così è per le persone che abitano questa terra, diverse eppure simili, distanti eppure capaci di dialogare tra loro, a volte senza nemmeno saperlo. Sono vite che parlano tra loro, comunicando con quel misterioso alfabeto del sentire comune.</p>
<p align="left">Mentre Michele è ancora immerso nelle sue riflessioni, la barca a vela Morena – sapientemente condotta da <strong>Valeria Passiatore</strong> – è costretta ad allontanarsi dal pedalò a causa di una grossa secca, in prossimità di Ugento. Brancaleone, a questo punto, è scortato dal gommone della Lega Navale di <strong>Torre San Giovanni</strong> ed è in sua compagnia che Michele giunge a destinazione.<br />
Mentre il pedalò attracca a Torre San Giovanni, Michele fa la sua prima conoscenza con <strong>Roberto Polo</strong>, dell’Associazione Salento Sostenibile. Sarà lui il primo ospite della dodicesima tappa di viaggio, ma questa è una storia che deve essere ancora scritta…</p>
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		<title>Decima tappa: Otranto &#8211; Tricase [Video-diario]</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 09:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Apulia Slow Coast</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Il viaggio in pedalò lungo la costa pugliese giunge alla sua decima tappa. Martedì 3 settembre, Michele ha il compito di portare il pedalò Brancaleone dal porto di Otranto a quello di Tricase. Sono venti miglia di pedalate che si preannunciano impegnative. Come anticipato da Mauro Mancino, il previsore meteo-marino che si è unito all’equipaggio di Apulia Slow Coast, quella del 3 settembre rischia di essere una giornata molto ventilata. Per scampare alla perturbazione, occorre mettersi in viaggio molto presto e arrivare a Capo d’Otranto entro la mattinata, per poi proseguire la navigazione con più tranquillità, alla volta di Tricase. La sveglia di Michele suona così molto presto e alle cinque e mezzo il viaggio per mare ha già inizio. La speranza è che le acque siano benevoli. Come Michele ha avuto modo di imparare, il mare va rispettato e assecondato, perciò non resta che confidare nella sua clemenza… Grazie alle accurate previsioni di Mauro, Michele e il suo equipaggio navigano verso sud e si lasciano la perturbazione preannunciata alle spalle. Un sospiro di sollievo: il viaggio può proseguire con più serenità. La decima tappa di Apulia Slow Coast è una traversata lenta e contemplativa: Michele osserva la costa ad una velocità ancora più bassa rispetto al solito, ad una distanza maggiore. Ha così modo di godersi tutto il paesaggio costiero che si srotola da Otranto a Tricase. Tricase si svela allo sguardo di Michele come un autentico gioiellino, in tutta la sua preziosa bellezza. Il porto, in particolar modo, colpisce Michele: l’acqua è limpida e pulita, così pulita da essere addirittura balneabile. In quale altro porto Michele ha avuto la possibilità di vedere tuffi e bracciate, uomini e donne liberi di nuotare in quelle stesse acque destinate a barche e pescatori? La decima tappa del viaggio non è solo occasione di scoprire nuove bellezze della regione Puglia. Come di consueto, il viaggio offre anche incontri e nuove conoscenze. Molti ospiti incontrano Michele e il suo pedalò Brancaleone, condividendo un pezzo della loro vita, una preziosa testimonianza delle loro esperienze. Enrico Cuccodoro è un professore universitario, che dopo aver scoperto il progetto e l’avventura a pedali di Michele ha voluto incontrarlo e conoscerlo di persona. Il professor Cuccodoro non è pugliese, bensì romano. La Puglia era la meta delle sue vacanze giovanili e nel corso degli anni gli è entrata lentamente nel cuore. Chiacchierare col professore è un po’ come compiere un excursus nel mondo del turismo, riflettendo su come siano cambiati, nel corso degli anni, modi e tempi di viaggio. Si continua a parlare di turismo in compagnia di Giuseppe Scordella, Direttore Tecnico del GAC Adriatico Salentino. È possibile recuperare la pesca attraverso le attività turistiche? La risposta è affermativa, grazie alla pesca-turismo, che riesce a esaltare la cultura del mare e della pesca, offrendo nuova linfa vitale a un mestiere – quello del pescatore – minacciato dalla crisi e dalle trasformazioni socio-economiche in corso. Quello raccontato da Giuseppe Scordella è un magnifico progetto di turismo esperienziale, pugliese al 100%, animato da grande passione e determinazione. La conversazione in compagnia degli amici della Cooperativa Ulisside, Giuseppe e Ivan, è un’esplosione di argomenti e affascinanti divagazioni. Si parla un po’ di tutto: dalle tradizioni locali all’agricoltura, dai beni gastronomici pugliesi alle costruzioni architettoniche del luogo. E proseguono i voli pindarici e le caleidoscopiche chiacchierate in compagnia degli ospiti successivi: si parla di teatro con Fabio Tinella, di Factory – Compagnia Transadriatica; di rigenerazione urbana e progettazione partecipata con Rino Carluccio di Città fertile; di viaggi e migrazioni, di Puglia e di Europa con Manuela Baglivo, scrittrice e copywriter. L’ultimo ospite della giornata è un viso amico, un collaboratore e partner di Apulia Slow Coast: l’ingegnere navale Francesco Samarelli. In sua compagnia non si può non parlare di navi, della passione per il mare e per l’ingegneria navale, di nuovi futuri progetti tra le onde e… perché no, anche nuovamente in compagnia di Brancaleone. La decima giornata di viaggio si conclude con uno splendido evento organizzato dagli amici di Città Fertile e della Lega Navale di Tricase. Le ore in compagnia trascorrono liete e si avvicina una nuova, intensa, giornata di pedalate…]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="max-width:WIDTHpx;" ><iframe src="http://www.youtube.com/embed/0riv6YBI7nk">https://www.youtube.com/watch?wmode=transparent&#8221; width=&#8221;WIDTH&#8221; height=&#8221;HEIGHT&#8221; ></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il viaggio in pedalò lungo la costa pugliese giunge alla sua decima tappa. Martedì 3 settembre, Michele ha il compito di portare il pedalò Brancaleone dal porto di <strong>Otranto</strong> a quello di <strong>Tricase</strong>. Sono venti miglia di pedalate che si preannunciano impegnative. Come anticipato da Mauro Mancino, il previsore meteo-marino che si è unito all’equipaggio di Apulia Slow Coast, quella del 3 settembre rischia di essere una giornata molto ventilata. Per scampare alla perturbazione, occorre mettersi in viaggio molto presto e arrivare a Capo d’Otranto entro la mattinata, per poi proseguire la navigazione con più tranquillità, alla volta di Tricase.</p>
<div id="attachment_1121" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1121" alt="Il pedalò nelle acque di Castro" src="http://www.apuliaslowcoast.it/wp-content/uploads/2013/09/Castro-300x225.jpg" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text"><em>Il pedalò nelle acque di Castro</em></p></div>
<p align="left">La sveglia di Michele suona così molto presto e alle cinque e mezzo il viaggio per mare ha già inizio. La speranza è che le acque siano benevoli. Come Michele ha avuto modo di imparare, il mare va rispettato e assecondato, perciò non resta che confidare nella sua clemenza…<br />
Grazie alle accurate previsioni di Mauro, Michele e il suo equipaggio navigano verso sud e si lasciano la <strong>perturbazione</strong> preannunciata alle spalle. Un sospiro di sollievo: il viaggio può proseguire con più serenità. La decima tappa di Apulia Slow Coast è una traversata lenta e contemplativa: Michele osserva la costa ad una velocità ancora più bassa rispetto al solito, ad una distanza maggiore. Ha così modo di godersi tutto il paesaggio costiero che si srotola da Otranto a Tricase.<br />
Tricase si svela allo sguardo di Michele come un autentico gioiellino, in tutta la sua preziosa bellezza. Il porto, in particolar modo, colpisce Michele: l’acqua è limpida e pulita, così pulita da essere addirittura balneabile. In quale altro porto Michele ha avuto la possibilità di vedere tuffi e bracciate, uomini e donne liberi di nuotare in quelle stesse acque destinate a barche e pescatori?</p>
<p align="left">La decima tappa del viaggio non è solo occasione di scoprire nuove bellezze della regione Puglia. Come di consueto, il viaggio offre anche incontri e nuove conoscenze. Molti ospiti incontrano Michele e il suo pedalò Brancaleone, condividendo un pezzo della loro vita, una preziosa testimonianza delle loro esperienze.<br />
<strong>Enrico Cuccodoro</strong> è un professore universitario, che dopo aver scoperto il progetto e l’avventura a pedali di Michele ha voluto incontrarlo e conoscerlo di persona. Il professor Cuccodoro non è pugliese, bensì romano. La Puglia era la meta delle sue vacanze giovanili e nel corso degli anni gli è entrata lentamente nel cuore. Chiacchierare col professore è un po’ come compiere un excursus nel mondo del turismo, riflettendo su come siano cambiati, nel corso degli anni, modi e tempi di viaggio.</p>
<p align="left"><img class="alignright size-medium wp-image-1122" alt="Vento forte" src="http://www.apuliaslowcoast.it/wp-content/uploads/2013/09/Vento-forte-300x224.jpg" width="300" height="224" />Si continua a parlare di turismo in compagnia di <strong>Giuseppe Scordella</strong>, Direttore Tecnico del GAC Adriatico Salentino. È possibile recuperare la pesca attraverso le attività turistiche? La risposta è affermativa, grazie alla <strong>pesca-turismo</strong>, che riesce a esaltare la cultura del mare e della pesca, offrendo nuova linfa vitale a un mestiere – quello del pescatore – minacciato dalla crisi e dalle trasformazioni socio-economiche in corso. Quello raccontato da Giuseppe Scordella è un magnifico progetto di turismo esperienziale, pugliese al 100%, animato da grande passione e determinazione.<br />
La conversazione in compagnia degli amici della <strong>Cooperativa Ulisside</strong>, Giuseppe e Ivan, è un’esplosione di argomenti e affascinanti divagazioni. Si parla un po’ di tutto: dalle tradizioni locali all’agricoltura, dai beni gastronomici pugliesi alle costruzioni architettoniche del luogo. E proseguono i voli pindarici e le caleidoscopiche chiacchierate in compagnia degli ospiti successivi: si parla di teatro con <strong>Fabio Tinella</strong>, di Factory – Compagnia Transadriatica; di rigenerazione urbana e progettazione partecipata con <strong>Rino Carluccio</strong> di Città fertile; di viaggi e migrazioni, di Puglia e di Europa con <strong>Manuela Baglivo</strong>, scrittrice e copywriter.</p>
<p align="left">L’ultimo ospite della giornata è un viso amico, un collaboratore e partner di Apulia Slow Coast: l’ingegnere navale <strong>Francesco Samarelli</strong>. In sua compagnia non si può non parlare di navi, della passione per il mare e per l’ingegneria navale, di nuovi futuri progetti tra le onde e… perché no, anche nuovamente in compagnia di Brancaleone.<br />
La decima giornata di viaggio si conclude con uno splendido evento organizzato dagli amici di Città Fertile e della Lega Navale di Tricase. Le ore in compagnia trascorrono liete e si avvicina una nuova, intensa, giornata di pedalate…</p>
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		<title>Anticipazioni della tappa n.11: Tricase &#8211; Torre San Giovanni</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 19:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Apulia Slow Coast</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani, mercoledì 4 settembre, il pedalò di Apulia Slow Coast compirà la sua undicesima traversata. In questa nuova giornata di pedalate, Brancaleone percorrerà le 26 miglia che separano Tricase da Torre San Giovanni. Non mancheranno di certo gli ospiti, che allieteranno con la loro compagnia la giornata di viaggio di Michele: il biologo Francsco Minonne, del Parco Costiero Otranto Leuca; Antonio ed Enrico dell&#8217;Associazione Magna Grecia Mare; Daniele della Cooperativa Terra Rossa; Donato, di Ritorno alla Terra; Roberto Polo dell&#8217;Associazione Salento Sostenibile. E non mancheranno di certo le pedalate, consuete sfide per i polpacci di Michele&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Domani, mercoledì 4 settembre, il pedalò di Apulia Slow Coast compirà la sua undicesima traversata. In questa nuova giornata di pedalate, Brancaleone percorrerà le 26 miglia che separano <strong>Tricase</strong> da <strong>Torre San Giovanni</strong>.</p>
<p>Non mancheranno di certo gli ospiti, che allieteranno con la loro compagnia la giornata di viaggio di Michele: il biologo Francsco Minonne, del <strong>Parco Costiero Otranto Leuca</strong>; Antonio ed Enrico dell&#8217;<strong>Associazione Magna Grecia Mare</strong>; Daniele della <strong>Cooperativa Terra Rossa</strong>; Donato, di <strong>Ritorno alla Terra</strong>; Roberto Polo dell&#8217;<strong>Associazione Salento Sostenibile</strong>.</p>
<p>E non mancheranno di certo le pedalate, consuete sfide per i polpacci di Michele&#8230;</p>
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		<title>Anticipazioni della tappa n.10: Otranto &#8211; Tricase</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 17:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Apulia Slow Coast</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; proprio vero: tempus fugit! Tra una pedalata e l&#8217;altra i giorni scorrono e siamo già giunti al decimo giorno di viaggio. Domani, martedì 3 settembre, il pedalò di Apulia Slow Coast si rimetterà in movimento, diretto da Otranto a Tricase. L&#8217;instancabile Michele incontrerà come di consueto nuovi ospiti disposti a condividere con noi le proprie esperienze: Rino Carluccio, di Città fertile; Giuseppe Scordella, Direttore Tecnico del GAC Adriatico Salentino; gli amici dell Cooperativa Ulisside. E ad attendere l&#8217;equipaggio di Apulia Slow Coast presso il porto di Tricase un ospite di eccezione: Airan Berg, direttore artistico di Lecce Capitale della Cultura Europea del 2019. Un programma di incontri ricco e interessante per una nuova giornata di pedalate!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; proprio vero: tempus fugit! Tra una pedalata e l&#8217;altra i giorni scorrono e siamo già giunti al decimo giorno di viaggio. Domani, martedì 3 settembre, il pedalò di Apulia Slow Coast si rimetterà in movimento, diretto da<strong> Otranto</strong> a <strong>Tricase</strong>.</p>
<p>L&#8217;instancabile Michele incontrerà come di consueto nuovi ospiti disposti a condividere con noi le proprie esperienze: Rino Carluccio, di<strong> Città fertile</strong>; Giuseppe Scordella, Direttore Tecnico del <strong>GAC Adriatico Salentino</strong>; gli amici dell <strong>Cooperativa Ulisside</strong>.</p>
<p>E ad attendere l&#8217;equipaggio di Apulia Slow Coast presso il porto di Tricase un ospite di eccezione: <strong>Airan Berg</strong>, direttore artistico di Lecce Capitale della Cultura Europea del 2019.</p>
<p>Un programma di incontri ricco e interessante per una nuova giornata di pedalate!</p>
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		<title>Braccia in alto</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 09:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Apulia Slow Coast</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di costa]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Tricase]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia della Puglia, la storia dei pugliesi, è fatta di partenze e di ritorni. E&#8217; una storia in cui il legame al territorio è a volte difficile e ingrato, altre volte dolce e gioioso. Ci parla del suo ritorno in Puglia Manuela Baglivo, che racconta: &#8220;Fino a due anni fa ero in giro per l&#8217;Italia ed ero per tutti La Salentina. Ora sono ritornata a capire bene cosa sia il Salento!&#8221;. Una terra dove il mare può essere protagonista indiscusso o può restare più in disparte, a fare da sfondo a storie e a vite che si snodano lontane dalle onde: &#8220;Osservo il mare da lontano perché ancora non ho visto il fondo&#8221;, ci confessa Manuela. Cammino scalza sul muretto a secco che ruota tutt’intorno ed io seguo il percorso. Mi rilassa, gioco a fare la funambola, alzo le braccia in aria e respiro lentamente. Le pietre sotto i miei piedi, mi provocano un brivido piacevole e il vento rinfresca i pensieri assonnati da un caldo pomeriggio di luglio. Non odo nulla, solo il suono delle foglie. Continuo a camminare e a pensare, non capita tutti i giorni di provare pace dentro di me. Farò in modo che questo piccolo momento passi meno in fretta di altri, andati via senza che niente mi rimanesse dentro. Ho una foto di quando ero piccola, seduta proprio davanti quel rudere che ora è quasi inesistente. Ero felice perché toccavo la terra rossa e le mie mani cicciotte cercavano di prendere una coccinella. Mia madre aveva lunghi capelli e un fisico da urlo, mio padre era magro e con un baffo prepotente. Era il 1978. Oggi nulla è uguale a ieri, tranne Lei: la Quercia Vallonea che riscalda il cuore al mio borgo natio. Sono a Tricase e questa meraviglia mi culla ancora. Scendo dal muretto a secco con un salto e i miei piedi atterrano su di un manto di erba secca. Cammino fino ad arrivare alla corteccia e accarezzo le grandi braccia che si diramano da ogni lato. Questo amo di Lei. Protettiva e orgogliosa di quel pezzo di terra che le rimane attorno: da un lato la strada che porta al mare, dall’altro quella che porta a Palazzo Gallone. È sola al centro, ma sembra divertita e ogni volta che qualcuno le passa vicino, saluta con ogni sua foglia a disposizione. “Sono qui”, sembra dire, ed effettivamente con i suoi novecento anni, può permettersi di essere spavalda. L’abbraccio e mi siedo per terra con la testa appoggiata a una delle sue immense radici, ed è come se scomparissi. Sono una formica in confronto… ma oggi qui con lei, come trentacinque anni fa, non ho più paura. Manuela Baglivo cura due rubriche su You Magazine e scrive sul suo blog www.manuelabaglivo.blogspot.com]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La storia della Puglia, la storia dei pugliesi, è fatta di partenze e di ritorni. E&#8217; una storia in cui il legame al territorio è a volte difficile e ingrato, altre volte dolce e gioioso. Ci parla del suo ritorno in Puglia <strong>Manuela Baglivo</strong>, che racconta: &#8220;Fino a due anni fa ero in giro per l&#8217;Italia ed ero per tutti <em>La Salentina</em>. Ora sono ritornata a capire bene cosa sia <strong>il Salento</strong>!&#8221;. Una terra dove il mare può essere protagonista indiscusso o può restare più in disparte, a fare da sfondo a storie e a vite che si snodano lontane dalle onde: &#8220;<strong>Osservo il mare da lontano</strong> perché ancora non ho visto il fondo&#8221;, ci confessa Manuela.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-767" alt="Quercia Vallonea di Tricase" src="http://www.apuliaslowcoast.it/wp-content/uploads/2013/07/Quercia_vallonea_Tricase.jpg" width="800" height="600" /></p>
<blockquote><p>Cammino scalza sul muretto a secco che ruota tutt’intorno ed io seguo il percorso. Mi rilassa, gioco a fare la funambola, alzo le braccia in aria e respiro lentamente. Le pietre sotto i miei piedi, mi provocano un brivido piacevole e il vento rinfresca i pensieri assonnati da un caldo pomeriggio di luglio. Non odo nulla, solo il suono delle foglie. Continuo a camminare e a pensare, non capita tutti i giorni di provare pace dentro di me. Farò in modo che questo piccolo momento passi meno in fretta di altri, andati via senza che niente mi rimanesse dentro. Ho una foto di quando ero piccola, seduta proprio davanti quel rudere che ora è quasi inesistente. Ero felice perché toccavo la terra rossa e le mie mani cicciotte cercavano di prendere una coccinella. Mia madre aveva lunghi capelli e un fisico da urlo, mio padre era magro e con un baffo prepotente. <strong>Era il 1978</strong>. Oggi nulla è uguale a ieri, tranne Lei: la <strong>Quercia Vallonea</strong> che riscalda il cuore al mio borgo natio. Sono a <strong>Tricase</strong> e questa meraviglia mi culla ancora. Scendo dal muretto a secco con un salto e i miei piedi atterrano su di un manto di erba secca. Cammino fino ad arrivare alla corteccia e accarezzo le grandi braccia che si diramano da ogni lato. Questo amo di Lei. Protettiva e orgogliosa di quel pezzo di terra che le rimane attorno: da un lato <strong>la strada che porta al mare</strong>, dall’altro quella che porta a Palazzo Gallone. È sola al centro, ma sembra divertita e ogni volta che qualcuno le passa vicino, saluta con ogni sua foglia a disposizione. “Sono qui”, sembra dire, ed effettivamente con i suoi <strong>novecento anni</strong>, può permettersi di essere spavalda. L’abbraccio e mi siedo per terra con la testa appoggiata a una delle sue immense radici, ed è come se scomparissi. Sono una formica in confronto… ma oggi qui con lei, come trentacinque anni fa, non ho più paura.</p></blockquote>
<p>Manuela Baglivo cura due rubriche su You Magazine e scrive sul suo blog <a href="http://www.manuelabaglivo.blogspot.com/" target="_blank">www.manuelabaglivo.blogspot.<wbr />com</a></p>
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